Wangari Maathai, anima verde

Articolo estrapolato da www.myhero.com

In un mondo dove la maggior parte delle persone sono apparentemente più interessate ai beni materiali e alla propria vita piuttosto che alla condizione del mondo e alle difficoltà che gli altri devono sopportare, Wangari Muta Maathai ha usato le mani e il cuore per realizzare una comunità più verde, fiduciosa che il messaggio si sarebbe diffuso.

Ha trascorso gran parte della sua vita a promuovere movimenti progettati per rendere le persone consapevoli di quanto sia importante prendersi cura del pianeta, partendo semplicemente dall’essere più attenti e consapevoli nei riguardi delle piante e della natura anche all’interno delle comunità africane.

Maathai è nata e cresciuta in un villaggio africano del Kenya e ha avuto la fortuna di andare al college, assoluto privilegio per una donna africana di quegli anni.

Studia biologia in America e infine torna in Africa per ottenere il suo dottorato di ricerca in anatomia. Proprio dopo il ritorno in Africa, Maathai viene a conoscenza delle lotte che le donne africane dovevano affrontare a causa del costante declino del sistema ecologico del paese.

Maathai fonda quindi il Green Belt Movement, un’organizzazione non-profit che pianta nuovi alberi per contribuire a ripristinare l’ecosistema desolato in Africa.

Da quando Maathai ha costituito il movimento Greenbelt, nel 1977, milioni di alberi sono stati piantati in Kenya e in altri paesi africani. Il movimento non si è limitato a certo a questo, anche favorito l’istruzione, soprattutto per le donne. Maathai ha precisato che educare le donne nel modo che siano in grado di individuare i problemi ambientali nelle loro aree e insegnando loro come risolverli, è l’unico modo di mantenere un’ecosistema sano nel tempo.

Oltre al suo lavoro con il Movimento Greenbelt, Maathai è stata eletta al parlamento del Kenya nel 2002 con uno schiacciante 98% dei voti, ed è stata direttore della Croce Rossa del Kenya per 8 anni. Ha ricevuto oltre 20 riconoscimenti per il suo lavoro nel campo dell’istruzione, della sanità e le questioni ambientali, tra cui il Premio Nobel per la Pace nel 2004.

Il Programma delle Nazioni Unite ha incoraggiato il Green Belt Movement a condividere il proprio approccio con altre organizzazioni in altre parti dell’Africa.

Nel settembre del 2011 viene a mancare, ma lascia un messaggio e un’opera di enorme importanza per l’Africa, ma a pensarci bene, per tutti noi. Sua questa frase: “Quando piantiamo degli alberi, piantiamo i semi della speranza e della pace”.

http://www.greenbeltmovement.org/

© Image: Martin Rowe

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WANGARI MAATHAI, GREEN SOUL

In a world where most people are seemingly more concerned with material possessions and their own lives than the condition of the world and the hardships that others have to endure, Wangari Muta Maathai is using her hands and heart to sow a greener and more community-minded Africa, confident that the message will spread. She has spent most of her life planting trees and promoting movements designed to make people aware of how important it is to take care of the planet, starting by simply being more green-conscious within their own communities.

Maathai was born and raised in an African village in Kenya and was lucky enough to go to college, something that was, and is, rare for African women to do. She studied biology in America and eventually returned to Africa to get her Ph.D. in anatomy. It was after returning to Africa that Maathai became aware of the struggles that African women were facing due to the steady decline of the country’s ecological system.

She founded the Green Belt Movement, a non-profit organization that plants trees to help restore the desolate ecosystem in Africa.

Since Maathai started the Greenbelt Movement in 1977, millions of trees have been planted in Kenya and other African countries. The movement is not limited to planting trees, but also promotes citizen education, primarily for women. Maathai set out to educate women in the ways of spotting environmental problems in their areas and teaching them how to solve them so that the ecosystem is constantly maintained and does not become depleted again.

In addition to her work with the Greenbelt Movement, Maathai was elected to the Kenyan parliament in 2002 with an overwhelming 98% of the vote, and served as the director of the Kenya Red Cross for 8 years. She has received over 20 awards for her work in education, health, and environmental issues, including the Nobel Peace Prize in 2004.

The United Nations Environment Program encouraged the Green Belt Movement to share its approach with like-minded organizations in other parts of Africa.

On September of 2011 she died but she left a message and a work of great importance for Africa, and if you think of it, for all of us. Her sentence: “When we plant trees, we plant the seeds of hope and peace”.

http://www.greenbeltmovement.org/

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