Figli di un Dio minore

La strage successa al college di Garissa in Kenya ha lasciato certamente una tristezza, rabbia e cicatrice nel cuore di tutti, ma….. non voglio fare polemica ma puntare il dito su un aspetto a mio parere molto grave.

Usciamo un momento dall’ipocrisia “occidentale”, per il bene di tutti, per il bene della nostra società. Mi spiego meglio. Quanto effettivamente questa tragedia ha smosso il cuore di noi occidentali? Quale grado di empatia ha procurato una tragedia del genere? Un semplice pensiero alle giovani vite, o un dolore vero nel profondo del cuore e dell’anima?

Qualche giorno fa Flavio Briatore, che personalmente ho sempre visto come una persona “fuori dalla realtà”, per via del lusso in cui vive, mi ha piacevolmente, e non poco, sorpreso, ricordandomi che l’apparenza non è fortunatamente tutto e che per valutare una persona bisogna sentire quel che ha da dire.

Sua una dichiarazione proprio a riguardo di quanto successo, il suo duro intervento senza “peli sulla lingua”, è andato dritto al “nocciolo” del discorso : “La reazione internazionale rispetto a quanto avvenuto per Charlie, fa vedere come al mondo importi molto poco delle cose africane – tuona l’imprenditore – Charlie Hebdo era un giornale che in un modo o nell’altro si sapeva che poteva essere nel mirino, ma questi ragazzi sono stati trucidati, e non si è vista la stessa reazione. Certamente ci sono stati dieci morti e dispiace, ma qui ci sono stati 150, forse 180 ragazzi trucidati, non c’è stata la stessa attenzione mediatica”. Poi l’affondo: “Il mondo dell’Africa è di serie B o di Serie C”.

La sensazione che si ha, ma sarei felicissimo si trattasse solo di un sentore è che l’Africa sia “sacrificabile”, che tutto quanto avviene in questa terra, possa e addirittura, forse, debba passare in secondo piano, perché in fondo per l’occidente questo continente rappresenta il terzo mondo, portatore di povertà, sporcizia e malattie.

Ecco, il mio augurio per tutti è che si esca da stupidi stereotipi, che si faccia informazione vera, facendo vedere quanto di buono e splendido abbia da offrire anche questa terra. Io la chiamo apertura mentale e mi auguro che con le generazioni che verranno questo modo di pensare e vivere la realtà diventi la norma.

Mi permetto solo di dare un mio “consiglio”, senza arrogarmi alcun tipo di presunzione, boicottiamo i mass media, sopratutto la tv, perché troppo spesso dalla parte di poteri forti.

Marco Marino FB_IMG_1428741931955

CHILDREN OF A LESSER GOD

The massacre at the college of Garissa in Kenya has certainly left sadness, anger and scar in everyone’s heart but … .. without debating it I want to focus on one aspect very serious in my opinion. For the good of all and our society, let’s get out for a moment from our “western” hypocrisy. I’ll explain. How deeply has this tragedy affected our hearts? What degree of empathy such tragedy caused? A simple thought of young lives, or a real pain from the bottom of our hearts and souls?

A few days ago Flavio Briatore, whom I personally have always seen as “out of touch” with reality because of his luxury life style, pleasantly surprised me. It reminds me that the appearance is not everything and that fortunately, to understand a person, one must listen to what he has to say.

And he said exactly what happened. The core of the speech: “The international reaction, when compared to what happened with Charlie, shows that the world has very little concern about things that happen in Africa” – says the entrepreneur – “Charlie Hebdo was a newspaper where, in one way or another, people knew that they could be targeted, but these guys were slaughtered, and we did not see the same reaction. Certainly there were ten deaths and I’m sorry, but here there were 150, maybe 180 guys killed, and there has not been the same media attention. ” Then, even stronger statement: “The world of Africa is considered League B or C”.

The feeling I have, and I would be very happy if it was just a word, is that Africa is “expendable”, that everything that happens in this land, should take the secondary attention because basically for the West this continent is the third world, the source of poverty, filth and disease.

I wish everyone can step out of the stupid stereotype and get the real information that shows all the good and the beauty this land has to offer. I call it open-mindedness and I hope that with the coming generations, this way of thinking and living becomes the norm. Let me give you my “advice”, without any presumption of arrogance, let’s boycott the media, especially television, because too often they take the side of the strongest.

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2 risposte a “Figli di un Dio minore

  1. Bravissimo Marco, un bel articolo euna bella analisi.
    Si dice che la gente si abitua col tempo alle stragi e/o rimane indifferente, oppure con alcune si e con altre no, io invece non mi abituerò mai.
    Da quando sono bambino che le vivo, le motivazioni sono molteplici, ma l’unico motivo è l’uomo, interessi, religione, che poi come per altre motivazioni sono delle scuse, solo interessi e se a volte fanno cose positive e solo per il proprio tornaconto.

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    • L’egoismo e l’interesse trasforma l’uomo in bestia… semplicemente se tutti pensassimo solo un po meno al nostro giardino a vantaggio di quello degli altri si vivrebbe con più umanità e meno individualismo. Nello specifico, l’Africa rappresenta solo, quando possibile, una terra da sfruttare…. triste realtà che dobbiamo contrastare e condannare

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