Gotène era Gotène e non poteva essere nient’altro che Gotène

di Marco Marino

In Europa in particolare, ma anche in Asia e in America, il nome di Marcel Gotène, in sessant’anni di carriera, è diventato il simbolo della pittura africana nel mondo.

Un’arte biomorfica la sua, ossia rappresentante la realtà attraverso l’astrattismo, quindi attraverso l’espressione dei sentimenti dell’artista.

La ricchezza dei suoi dipinti prende spunto dalle scene di vita quotidiane, dai villaggi, dalle scene di danza, dalle piccole case di paglia, dalle savane, dalle foreste.

Le sue tele esprimono movimento, fantasia prediligendo un universo tormentato, con suonatori di tam-tam, danzatori, uccelli, animali in un groviglio ingarbugliato, dando vita a vere e proprie favole dai colori vivaci, vibranti e vivi, come porpora, blu, arancione, rosso e giallo.

I suoi dipinti insomma, nella bellezza delle forme che rappresentano, mostrano un’interconnessione dell’uomo nel suo rapporto con la fauna e la flora.

In alcuni quadri Gotène vuole denunciare quello che di negativo vede nella vita quotidiana. Non esita quindi a creare esseri mostruosi con due teste, dichiarando che se la gente non ne capisce il messaggio e vede una mera rappresentazione di colori, non è comunque colpa loro.

In conclusione, la complessità della sua pittura è arrivata dove pochi altri artisti si sono potuti spingere, per questo ancora oggi, dopo la sua morte, non si ha un erede del suo genio d’avanguardia e un altro esponente che abbia rappresentato quanto lui un vero e proprio “avanzamento”, una “rottura delle regole”, nell’espressione pittorica africana.

arte73

1962 – Kebekebe-masks

1952 (Masonite)

1952 (Masonite)

1952 (Guazzo su carta pesante)

1952 (Guazzo su carta pesante)

1952 (Guazzo su carta pesante)

1952 (Guazzo su carta pesante)

1968 – Danse De l'Homme-poisson (olio su tela)

1968 – Danse De l’Homme-poisson (olio su tela)

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1972 – Sans Titre (Acrilico su tela)

GOTEN WAS GOTEN AND COULD NOT BE ANYTHING THAT GOTENE

Particularly in Europe, but also in Asia and America, the name of Marcel Gotene, in sixty years of career, he became the symbol of African painting in the world.

An art biomorphic, representative of the reality through abstraction, then through the expression of the artist’s feelings.

The brightness of his paintings inspired by scenes of daily life, from the villages, from the dance scenes, from small thatched houses, the savannas, forests.

His paintings express movement, fantasy preferring a plagued universe with tam-tam, dancers, birds, animals in a tangled mess, creating real fairy tales colorful, vibrant and alive, like purple, blue, orange, red and yellow.

His paintings in short, in the beauty of the forms that represent, show an interconnection of man in his relationship with the fauna and flora.

In some paintings Gotene denounce that the negative in everyday life he sees. He does not hesitate then to create monsters with two heads, saying that if people do not understand the message and see a mere representation of colors, it is not their fault.

In conclusion, the complexity of his painting has arrived where few other artists have been able to push, why even today, after his death, you do not have an heir of his avant-garde genius and another member who has represented as a real “progress”, a “breaking the rules”, African pictorial expression.

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