“Castellani” d’Africa, i Somba

Nel Togo e in alcune zone del Benin vive il popolo dei Somba, un popolo che ha avuto scarsi contatti con i colonizzatori e di conseguenza continua ad essere fortemente legato alle tradizioni, in particolare quelle religiose. I Somba, che nel gergo indigeno prendono il nome di “Betammaribe”, e che significa “i buoni muratori” ci danno un’idea molto chiara della loro caratteristica. I Somba in effetti, si caratterizzano culturalmente per la loro abitazione la “Tata”, case unifamiliari con la peculiarità di essere a due piani (caso quasi unico in Africa).

I materiali di costruzione sono quelli che la loro terra offre, ovvero fango, argilla, sterco di bestiame e paglia.
Queste case somigliano a dei piccoli castelli, tanto che i Somba vengono chiamati dagli studiosi “i castellani dell’Atakora”. Queste abitazioni hanno scopo difensivo dagli attacchi esterni. La tata è costituita da un recinto di terra alto tre metri che unisce quattro o cinque torrette, alte circa quattro metri. In alcune case l’ingresso ha la caratteristica di essere basso e stretto proprio per rendere più complicata l’intrusione di un eventuale nemico, ma in altre abitazioni non esiste addirittura una porta d’ingresso. Per accedere all’abitazione si usa una piccola scala che viene appoggiata all’occorrenza al muro esterno e che porta ad un terrazzino intermedio. Da qui si può accedere al piano terra (dove solitamente vengono sistemati gli animali, e proprio per la presenza dell'”altare degli antenati” le persone in punto di morte), e dove si cucina, o al terrazzo superiore dove si possono trovare i granai che conservano i cereali e le camere in cui dormono i membri della famiglia.

I granai sono formati dall’estremità superiore delle torrette e sono divisi in settori per separare i diversi tipi di cereali. L’accesso ai granai è permesso dal tettuccio in paglia rimovibile. Il granaio più importante è quello che occupa la torretta sulla destra dell’ingresso: esso contiene il fonio, un cereale che, grazie all’elevata capacità di conservazione e al valore rituale, è un elemento indispensabile per le cerimonie.

La terra dei Batammaribe (Koutammakou) è stata inserita tra i Patrimoni dell’Umanità dall’UNESCO nel 2004 per la testimonianza di un popolo che vive in modo sostenibile il proprio territorio e per la tipologia di costruzioni a torre fortificate.

© Image: UNESCO – Author: T. Joffroy, CRATerre-EAG
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© Image: Dominik Schwarz
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© Image: Craig Pershouse
Portrait of old Betamaribe Sombatribeswoman.

© Image: Nomination File
Koutammakou, the Land of the Batammariba

© Image: CRAterre – Author: Thierry Joffroy
Koutammakou, le pays des Batammariba

“MINI CASTLES” OF AFRICA, THE SOMBA

In Togo and in some areas of Benin live Somba people, the people who have had little contact with the colonizers and therefore continue to be strongly linked to traditions, especially religious ones. The Somba, which in the native dialect are called “Betammaribe,” and means “good masons” give us a very clear idea of ​​their characteristics. The Somba in fact, are culturally characterized by their houses called “Tata”, single-family homes with the distinction of being two-story (almost unique in Africa).

The construction materials are what their land provides: mud, clay, cattle dung and straw.
These homes are like small castles, so that theSomba are called by some scholars “Atakora castellans “. These homes have defensive purposes against external attacks. Tata is formed by a three meters high fence that unites four or five towers, about four meters high. In some houses the entry has the characteristic of being low and narrow just to make the intrusion of a possible enemy more complicated , but other houses don’t even have a door. To access the house a small ladder can be applied if necessary to the outer wall and lead right to a terrace. From here you can access the ground floor (where they typically placed the animals, and because of the presence of ‘”altar of the ancestors” even people to death), and where they cook, or on the upper terrace where you can find the barns that are preserved for cereals and rooms where family members sleep.

The barns are formed from the upper end of the turrets and are divided into sectors for separating different types of cereals. Access to the barns is allowed through the removable thatched roof. The more important barn is the one that occupies the tower on the right of the entrance: it contains fonio, a cereal that, thanks to the high storage capacity and the ritual value, is an indispensable element for the ceremonies.
The land of Batammaribe (Koutammakou) was included as a World Heritage Site by UNESCO in 2004 as the testimony to the living in a sustainable way on its territory and to the type of fortified tower construction.

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