La Santorini d’Africa

FONTE: testo estrapolato da MOROCCO travel for real

Per il colore bianco e azzurro delle sue case, Chefchaouen, una piccola città nel nord del Marocco, potrebbe benissimo essere confusa con Santorini.

Si dice che questo colore sia rappresentazione del cielo e dell’acqua e che sia stato introdotto dai profughi ebrei nel 1930.

La città, come si può vedere dalle foto, ha un fascino incredibile e irresistibile che si esprime oltre che nei propri colori, anche nella piazza Outa-el-Hammam, nella medina lastricata di ciottoli. Qui potrete godere della bella vista sulla grande moschea Tarik-Ben-Ziad.

L’architettura andalusa caratterizza la casbah e i suoi giardini, nel cuore della medina. Le mura di cinta e le sue undici torri merlate, una delle quali fungeva da mastio, ospitano un interessante museo etnografico.

Nel piccolo museo della casbah si trovano collezioni di ricami e abiti colorati e variegati simili a quelli indossati dalle donne di questa regione. La celebre djellaba, indumento lungo e ampio portato dagli uomini e dalle donne del Nordafrica, è nata qui.

Oltre alla tessitura, Chefchaouen è famosa per gli oggetti in vimini e i vasi. Potrete partecipare a un corso di ceramica di Ghzaoua e ripartire con le berradas (brocche per l’acqua) o una più semplice goulla (orcio) fatti con le vostre mani. Generalmente, la ceramica della regione del Rif è sobria. La pittura nera o rossa è applicata direttamente sulla terracotta.


Foto credits: Giorgio Compagnonisocieta18
Foto credits: Sorin Rechitansocieta17 societa16
Foto credits: Brian Hammondssocieta15


Foto credits: nanopress.itsocieta19


Foto credits: Claude Renault
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Foto credits: Mario Tomesocieta12

THE SANTORINI OF AFRICA

For the white and blue of its houses, Chefchaouen, a small town in northern Morocco, could very well be mistaken with Santorini.

It seems that this color is representation of the sky and water, and it was introduced by Jewish refugees in 1930.

The city, as you can see from the pictures, has an incredible charm and irresistible that is expressed not only in its colors, even in the Outa-el-Hammam square, in the medina paved with cobblestones. Here you can enjoy the beautiful views of the Grand Mosque Tarik-Ben-Ziad.

The Andalusian architecture characterizes the casbah and its gardens, in the heart of the medina. The walls and its eleven towers, one of which served as a fortified tower, hold an interesting ethnographic museum.

In the small museum of the casbah are collections of embroidery and colorful clothes and varied similar to those worn by the women of this region. The famous djellaba, long, wide garment worn by men and women of North Africa, was born here.

In addition to weaving, Chefchaouen is famous for basketry and vases. You can participate in a ceramics course of Ghzaoua and share with the berradas (water jugs) or a more simple goulla (jar) made with your own hands. Generally, the pottery of the Rif region is essential style. The black or red paint is applied directly onto the terracotta.

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