Amadou Seck – Il Picasso dell’Africa

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daour“Mi sono fatto le ossa disegnando con il carbone di legna sui muri di Colobane, il mio quartiere natale” racconta Amadou Seck.

Fu Pablo Picasso a chiamare “Picasso africano” questo pittore oggi anziano e malato, cui gli anni sottraggono ciò che ha di più prezioso, la vista. E quell’investitura gli conferisce ancora il massimo rispetto e l’apprezzamento del mondo dell’arte.

Poi i rudimenti del mestiere, appresi all’”Atelier Arti Plastiche Negre”; i soggiorni a Parigi, da Pierre Soulange; a Como, da Salvatore Fiume; le sue opere esposte a Milano, Parigi e in mostre itineranti, attraverso il mondo.

Con quello stile semi astratto, ricco di ritmo e simboli mescolati con elementi tradizionali, Amadou Seck figura ancora oggi tra i primi nomi dell’arte africana. Quella che si è data appuntamento a Dakar, all’undicesima Biennale delle arti (www.biennaledakar.org, chiude l’8 giugno) per mostrare al mondo la creatività del Continente.

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